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I vincitori della 27a edizione del Festival del Cinema africano, d’Asia e America Latina

Una storia che odora di passato, di tradizioni antiche e lontane, conservate fino ai nostri giorni. A vincere la 27a edizione del Festival del Cinema africano, d’Asia e America Latina è la regista Tala Hadid e il suo ritratto della vita quotidiana di una comunità berbera in ‘House in the Fields’, un’opera girata tra Marocco e Qatar, nell’intersezione ideale – almeno a livello d’immaginario – tra ‘vecchio’ e ‘nuovo’ Oriente. Al film è stato assegnato il ‘Premio Comune di Milano – Miglior Lungometraggio Finestre sul Mondo’.

Gli altri premiati sono ‘Un enfant perdu’ (Senegal 2016) come Miglior Cortometraggio Africano, che narra il viaggio di iniziazione e il risveglio alla realtà di un bambino benestante che si perde nei quartieri poveri della città , mentre il premio Extr’A – Razzismo brutta storia è stato assegnato al film ‘Moo Ya’ (Italia/Uganda 2016) di Filippo Ticozzi.

Tra i riconoscimenti speciali, da segnalare il Premio Prospettive assegnato al film ‘Babbo Natale‘ di Alessandro Valenti: il corto, uscito già vincente allo scorso Festival del Cinema di Venezia con il premio ‘MigrArti – categoria Fiction’ racconta l’arrivo, tra il reale e il meraviglioso, di due bambini africani, sulla costa pugliese, convinti di aver incontrato Babbo Natale. Una fiaba illuminata da un’allegoria perfetta sul tema del dono, dell’offerta d’aiuto, della pietà umana.

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