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Morandini raccontato da chi lo conosceva bene

Continua il nostro ricordo appassionato di Morando Morandini. Dopo aver raccontato come sono nate le stellette e i pallini che l'hanno reso famoso e indimenticabile nel mondo della critica cinematografica, oggi lo lasciamo raccontare da chi l'ha conosciuto bene: parenti, colleghi e amici.

Morando Morandini nasce a Milano, il 21 luglio 1924. Orfano di madre e con padre prigioniero in India, comincia a lavorare prima dei 20 anni come giornalista di cronaca all’"Ordine", quotidiano cattolico  di Como, dove riesce poi a realizzarsi, passando alla critica, come vice della latinista Bìce Scolari. Poi entra a “La Notte”, dove redige con altri la prima vera pagina degli spettacoli mai esistita su un quotidiano italiano. Inventa le stelline per la critica ai film, ma anche i pallini per il successo di pubblico. Da ragazzo aveva 2 passioni: i libri (soprattutto di letteratura angloamericana) e il cinema. Prima dei 30 anni riesce a far coincidere il suo lavoro con uno dei suoi due amori di ragazzo. Con una certa ironia del destino da “La Notte”, passa a “Stasera” e poi a “Il Giorno”. Inoltre scrive libri di cinema e monografie di registi, dirige Festival, fonda e collabora con diverse riviste specializzate. Nel 1998 con Laura e Luisa dà inizio all’annuale avventura del "Dizionario dei film" per la casa editrice Zanichelli, oggi alla ventesima edizione.

Fare il critico mi ha evitato di fare veramente il giornalista, mestiere che col passare degli anni sempre più detesto: tranne poche eccezioni, i giornalisti passano la prima metà della loro vita a scrivere di quello che non sanno, la seconda a tacere quello che sanno. Morando Morandini

È stato uno dei critici che ha aperto la strada a un rinnovamento culturale della professione. Ha imposto un modo nuovo di guardare i film. Mi ha insegnato a guardare i film con rispetto, anche quelli brutti, a dedicare la stessa attenzione passione intelligenza che si usa per i grandi capolavori. Paolo Mereghetti

Morando era una presenza rassicurante, una sicurezza, qualcuno con cui poter parlare di tutto, un uomo di festa e di giorno feriale, un uomo che si portava dietro il peso della storia piccola e di quella grande senza mai fare confusione. Maurizio Porro

Basta leggere una recensione di Morando per accorgersi come le doti di un grande scrittore sono stornate e convogliate ai bisogni di un grande critico per raggiungere, istigare, informare, trovare un modo per rendere ogni volta l’esperienza del cinema un gesto di civiltà nel divertimento. Silvio Danese

È stato il mio maestro, il critico italiano più stimato e apprezzato. Tatti Sanguineti

A 10 anni, ritagliavo i suoi pezzi del Giorno e li incollavo su quaderni che so di avere ancora e che mi riprometto sempre di ritrovare. Morando è stato, molto semplicemente, il motivo per cui ho deciso di scrivere di film anziché limitarmi a vederli. Non sono riuscito a dirglielo di persona in tempo utile. Ma sono sicuro che adesso lo sappia. Filippo Mazzarella

Uno dei critici più delicati e letti della storia della critica cinematografica italiana. Difficile percepire tra le sue righe l’odore acre della stroncature, più facile comprendere il percorso interiore di fronte alla visione del film.  Raramente dedito alla polemica, spesso addosso all’emozione. Davide Turrini

Ho masticato cinema fin da piccola, ero una grande lettrice, onnivora, scrivevo di tutto: forse era inevitabile che seguissi le orme paterne. Nel 1980 Morando, per anni severo giudice del mio lavoro, mi ha proposto di collaborare con lui a Tele7, la famosa piccola guida ai programmi televisivi. Poi abbiamo deciso insieme di fare, ogni anno, il Dizionario dei film con Zanichelli, impresa avventurosa e molto impegnativa. Insieme a lui l’ho fatto per 18 anni e ora continuo la sua opera e cerco di trasmettere ad altri tutto quello che mi ha insegnato. Pur avendo un mio modo di scrivere, ho imparato a scrivere come lui, per mantenere una unità stilistica nel dizionario.
La più grande soddisfazione che ho avuto è stata quando, alcuni anni fa, Morando ha ammesso di non saper riconoscere sempre più spesso le sue schede dalle mie. Luisa Morandini

 

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